La contraffazione non è un problema di nicchia. È un'emergenza industriale.
E i numeri del 2024-2025 lo dimostrano meglio di qualsiasi slogan.
Lavoro ogni giorno con aziende che producono oggetti fisici di valore: dispositivi medicali, strumenti dentali, componenti tecnici, prodotti premium. E quasi sempre, a un certo punto della conversazione, emerge la stessa consapevolezza: il prodotto esce dalla fabbrica autentico, ma non c’è nessuna garanzia su cosa succede dopo.
Ho voluto raccogliere i dati più recenti per dare una misura concreta al fenomeno. Quello che emerge è un quadro che dovrebbe preoccupare ogni imprenditore, ogni direttore marketing e ogni responsabile qualità in Italia.
La moda guida ancora la classifica, ma i numeri sorprendono
Secondo il Rapporto IPERICO 2025 — che aggrega i dati di Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane — il settore abbigliamento, accessori e calzature continua a dominare le operazioni di sequestro: l’abbigliamento rappresenta il 38,5% del totale delle operazioni, gli accessori il 25,9% e le calzature il 9,6%. Anche i dati del Ministero dell’Interno confermano questa gerarchia, con gli accessori di abbigliamento al 48% degli interventi delle forze dell’ordine nel 2024.
Ma c’è una lettura che spesso viene trascurata: se si cambia prospettiva e si guarda non al numero di operazioni ma alla quantità di singoli articoli sequestrati, il quadro cambia radicalmente. Le “altre merci” rappresentano il 69,6% dei pezzi intercettati, le apparecchiature elettroniche l’11,7% e i giocattoli l’8,4%. Solo nel 2024 sono stati sequestrati 14,9 milioni di giocattoli falsi. Quattordici virgola nove milioni.
Questo significa che la moda è il settore più visibile, ma non è l’unico a essere sistematicamente aggredito.
Il settore farmaceutico e medicale: il caso più critico
Qui i numeri assumono una dimensione diversa, perché non si tratta solo di perdite economiche — si tratta di salute e sicurezza delle persone.
Nel 2024 il solo settore farmaceutico ha assorbito oltre il 27% dei ricavi del mercato globale degli imballaggi anticontraffazione, un mercato stimato a 177,92 miliardi di dollari. È la quota più alta tra tutti i settori industriali, e racconta quanto le aziende farmaceutiche stiano già investendo per difendersi.
I farmaci più sequestrati in Italia sono quelli per le disfunzioni erettili, che rappresentano oltre il 60% dei medicinali illegali o falsificati intercettati dalle autorità. Ma il dato forse più rilevante arriva dai comportamenti online: il 27,57% delle ricerche su canali web non autorizzati riguarda farmaci per la perdita di peso, il 27,57% farmaci per l’influenza. Prodotti di uso quotidiano, non di nicchia.
Nel mondo dei dispositivi medici il rischio si concentra in modo particolare sulla medicina estetica. I filler dermici rappresentano circa il 41% di tutte le procedure estetiche non chirurgiche in Italia, e sono diventati un bersaglio privilegiato per le organizzazioni criminali, che immettono sul mercato prodotti privi di marcatura CE o contenenti sostanze non autorizzate. Il danno non è solo economico: è fisico, diretto, sul paziente.
Il dato che dovrebbe togliere il sonno: i giovani comprano falsi consapevolmente
L’indagine Moige-Istituto Piepoli 2025 ha fotografato le abitudini di acquisto online dei minori e ha trovato qualcosa di strutturale, non episodico. Il 66% dei giovani dichiara di aver acquistato abbigliamento contraffatto online, il 20% tecnologia, il 16% cosmetici, il 6% cibo.
Non si tratta di ingenuità o di truffe subite passivamente. Si tratta di una generazione che ha normalizzato il falso come opzione di acquisto. Questo ha conseguenze di lungo periodo sul valore percepito del brand autentico, sull’educazione al prodotto originale e sulla fiducia nelle aziende che producono con qualità.
Cosa significa tutto questo per chi produce
I dati raccontano un sistema in cui il prodotto fisico, una volta uscito dal controllo del produttore, smette di “parlare” per sé stesso. Non ha voce, non ha identità verificabile, non ha modo di dimostrare la propria autenticità al cliente finale — che sia un medico, un professionista, un consumatore o un giovane che acquista online.
In Contatto Divino lavoriamo esattamente su questo: far parlare gli oggetti fisici. Attraverso tecnologia NFC, sistemi di anticontraffazione e AI Agent specializzati per settore, trasformiamo ogni prodotto in un touchpoint attivo e verificabile — dalla fabbrica al cliente finale, lungo tutto il ciclo di vita.


